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Blockchain: Innovazione e Problemi di Eticità

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Author: Future Manager Research Center

La tecnologia Blockchain è comparsa per la prima volta nel 2008, in concomitanza con la diffusione della criptovaluta “smaterializzata” denominata Bitcoin. Lo scopo principale della Blockchain era quello di rendere sicure le transazioni finanziarie effettuate con Bitcoin, senza la necessità di passare per un intermediario.

Andando più nello specifico questa tecnologia costituisce un mezzo indipendente e sicuro per la trasmissione e per la gestione di informazioni, un servizio che era solitamente garantito da un organismo di controllo centrale. Sostanzialmente una Blockchain è un enorme database che, come un “Grande Fratello”, registra meticolosamente ciascuno scambio che avviene a seguito della sua installazione e, interazione dopo interazione si viene a costituire la catena. Non vi è possibilità di falsificare, cancellare o alterare nulla dal momento che gli utenti condividono uno stesso database che è strutturato su di un numero elevato di nodi. I nodi non sono gerarchizzati sotto un’unica forma di client o server fissi, ma la concatenazione è composta da nodi equivalenti o ‘paritari’ (peer). Per farla breve: per sottrarre informazioni ad una Blockchain un hacker dovrebbe impossessarsi di almeno la metà dei dispositivi personali di un gruppo di individui (impresa pressochè impossibile).

Come potrebbe la tecnologia Blockchain risultare utile nel campo delle Risorse Umane? Tale strumento è in grado di consentire ad un candidato di possedere (ed eventualmente condividere) un ID digitale completo basato su Blockchain che contenga informazioni personali utili a degli eventuali datori di lavoro. Questa sorta di “metacurriculum” potrebbe includere istruzione, competenze, formazione ed esperienze professionali pregresse. Attraverso questo ID digitale, tutti sarebbero in grado di trasformare le proprie credenziali in valore reale nel mercato del lavoro, mentre i datori di lavoro potrebbero identificare i dipendenti giusti in modo più accurato ed efficace attraverso approfondimenti basati sui dati.

Questo nuovo equipaggiamento digitale rappresenta una rivoluzione tanto importante quanto incerta, infatti la Blockchain non è ancora riuscita a conquistarsi un ruolo predominante nelle abitudini web degli utenti a causa di problematiche etiche che sono insorte. Le ripercussioni si sentirebbero in diversi campi, ad esempio, nel contesto bancario sarebbe possibile effettuare trasferimenti di denaro all’estero, a un costo inferiore se si pensa che le commissioni attualmente esercitate dalle piattaforme di scambio si avvicinano talvolta al 10%. È dunque vero che il decentramento delle informazioni e l’eliminazione di terzi consente di mettere in contatto diretto gli utenti senza passare per un’interfaccia, spesso costoso, creando quindi forti conflitti di interesse.

In secondo luogo Blockchain eliminerebbe la necessità di interazione in praesentia tra loro tra individui o organizzazioni, tuttavia nei rapporti personali gli esseri umani sentono sempre la necessità di sapere se possono fidarsi di altre persone e per farlo prediligono il contatto diretto.

Per queste ragioni, solo lo 0,5% della popolazione globale utilizza attualmente la tecnologia blockchain, la domanda è certamente in aumento e si prevede che l’80% della popolazione farà in qualche modo uso di tale tecnologia entro 10 anni. Alcune aziende osano e cercano di sviluppare applicazioni utilizzando Blockchain, ma i limiti etici ne ostacolano ancora la piena diffusione.