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Il Benchmarking in Funzione dell’Esternalizzazione HR

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Author: Future Manager Research Center

Il principio sul quale si fonda l’esternalizzazione HR si può riassumere con la frase: lasciar fare ad altri ciò che essi sanno fare meglio di te, traendone vantaggi che garantiscano all’azienda outsourcee l’implementazione del proprio core business.

L’outsourcee, ossia l’azienda che esternalizza la gestione operativa di una o svariate funzioni aziendali precedentemente interne, si appoggia ad un outsourcer, cioè un’altra azienda specializzata in questo tipo di servizio.

La strategia che sta alla base della decisione di avvalersi o meno dell’esternalizzazione richiede un’analisi di diversi fattori quali: considerare l’esposizione al rischio che questa soluzione potrebbe comportare, analizzare quanto questa/e attività da “affidare” possano generare un potenziale vantaggio; oppure considerare la conseguente evoluzione dell’azienda in toto nel momento in cui si decida di ricorrere a tale servizio.  In aggiunta, per definire quali attività esternalizzare nello specifico sarebbe opportuno assegnare ad ognuna di esse il peso che gli acquirenti attribuiscono ad ogni processo in termini di valore aggiunto.

Per avere un quadro preciso del proprio core business uno strumento che può essere di fondamentale supporto è il confronto, in particolare paragonare le proprie performance con quelle dei concorrenti diretti. Al fine di effettuare tale confronto si fa spesso ricorso al benchmarking, termine utilizzato per la prima volta nel campo dell’IT, esteso poi a svariati altri settori.

Il concetto di benchmarking è in gran parte utilizzato ogni volta che si tratta di confrontare le prestazioni di un’unità, di un processo o di uno strumento con diversi leader di mercato. Comincia anche ad essere molto utilizzato nel campo della risorse umane e, così come nel mondo dell’economia, consiste in una metodologia basata sul confronto sistematico che permette alle aziende che lo applicano di compararsi con le più competitive nel settore e, soprattutto, di apprendere da queste per migliorare a loro volta.

In questo modo si va a dare un valore alla prestazione e ai risultati dei processi aziendali rispetto ai concorrenti e si otterrà un portfolio delle competenze permettendo di individuare quelle che creano valore per l’impresa, che concentrerà maggiori risorse su queste aumentando il vantaggio rispetto ai loro “avversari” diretti.

Attenzione perché sfruttare il benchmarking non significa emulare i propri competitor (anche perché è risaputo quanto sia controproducente un atteggiamento di questo tipo); si tratta di un’oggettiva valutazione atta ad individuare coscienziosamente quale attività sarebbe opportuno esternalizzare e quale potrebbe essere il suo valore di mercato.