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Per Ogni Problema una Soluzione: Come Non Far Naufragare l’Attività di Temporary Management

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Author: Future Manager Research Center

Nelle settimane precedenti è stata ampiamente illustrata la figura del Temporary Manager insieme a svariati aspetti positivi che l’adozione di tale figura può assicurare a un’azienda (tra cui rapidità, flessibilità, operatività, efficacia ed ottimizzazione). L’indagine proposta in questo articolo invece ha come obiettivo quello di mettere in luce un lato diverso e spesso trascurato dell’attività di Tempory Management.

Discutere di aspetti negativi o di debolezze dell’occupazione flessibile sarebbe troppo fuorviante, piuttosto sarebbe meglio parlare di criticità che possiedono sempre e comunque delle soluzioni. Sono piccole criticità proprie delle aziende che intraprendono un percorso di Temporary Management e non del TMan in persona. Riconoscere questi ostacoli è di fondamentale importanza, poiché coloro che desiderano beneficiare di politiche di lavoro flessibili devono essere consapevoli che si troveranno ad affrontare una serie di transizioni. Si tenga sempre presente che è importante rammentare che il servizio fornito dal TMan è molto articolato e, perciò, necessita di un’attenta analisi e di estrema consapevolezza, per non sfociare in eventi nocivi e pericolosi per il raggiungimento del risultato finale.

Una delle principali difficoltà di un TMan nella realizzazione di un disegno aziendale è la mancanza di le leve operative che gli consentano di raggiungere gli obiettivi prestabiliti attraverso il riconoscimento delle deleghe e dei poteri funzionali alla realizzazione del progetto. La prima criticità infatti è costituita dalla possibile resistenza interna all’azienda nei confronti del dirigente a tempo assunto, a causa della difficoltà e diffidenza di colui che sta al vertice di quell’azienda a consegnargli pieni poteri. Sarebbe un atteggiamento a dir poco contraddittorio quello dell’ipotetico CEO che, avendo lui stesso richiesto una figura professionale di quel tipo, dovrebbe effettuare la scelta più ottimale per la propria azienda, rinunciando almeno in parte a esercitare il potere assoluto. L’accettazione e la fiducia reciproca sono dunque imprescindibili.

Una seconda criticità è connessa con la riservatezza aziendale, la quale consiste nel diritto dell’azienda di mantenere segreti i propri dati sensibili. Se la società teme che il dirigente a tempo possa utilizzare informazioni private per propri fini è sufficiente stipulare un contratto di garanzia con il professionista esterno, più in particolare, sottoscrivendo un accordo di non divulgazione, anche detto accordo di riservatezza.

L’ ultimo possibile inconveniente si verifica quando l’azienda affida progetti al TMan di durata maggiore rispetto a quanto si aveva prefissato, dimenticando così la temporaneità dell’adozione del dirigente: quest’ultimo non è un membro permanente nella struttura aziendale e, così facendo, l’azienda riformula le strategie e gli obiettivi definiti a monte, per sottrarsi a potenziali conseguenze a cascata sul progetto iniziale.

Come si è potuto osservare quando un TMan “sbarca” su di un nuovo suolo aziendale porta con sé un bagaglio che non è solamente carico di qualità e competenze ma anche di criticità che, se non prese in considerazione e gestite, rischiano di far naufragare l’intero progetto.